Dove l’ingegno
incontra la Natura

Tra i borghi,
alla sorgente dell’incanto

Hanno nomi che sanno d’antico, dominano un paesaggio che continua a raccontarci l’incanto e l’incontro straordinario tra l’ingegno umano e la Natura.

I borghi dell’Appennino hanno cullato la civiltà italica, impastandone il carattere, le tradizioni, la lingua. E il modo più naturale per scoprirli è lasciarsi ispirare dalle fonti che li alimentano e dai torrenti che li attraversano. Qui troverete storie di uomini e pietre miracolose, di maioliche e serpenti dorati, di città sotterranee e vini invecchiati nei ghiacciai.

Avvicinare i borghi e ascoltarne le voci, è inseguire il richiamo della nostra anima; conoscerli da dentro, lentamente, fa uscire il meglio di noi, ci fa ritrovare ciò che temevamo d’aver perso nella fretta.

Un piccolo mondo, un’opera d’arte a cielo aperto che non ha pari: rovine romane, conventi, castelli, vicoli e chiese qui non sono un museo, ma un teatro quotidiano.

“Questi altipiani e queste valli sono apparentemente difficili da raggiungere, perché fuori dalle rotte più consuete. Ma se uno decide di arrivarci possono offrire esperienze che resteranno a lungo nel cuore”

Giannermete Romani

Ass. L’Olivo e la Ginestra

il serpente guaritore

offida, marche

la pietra dell'eterno

Ascoli Piceno, Marche

La cantina d’altura

Pietracamela, Abruzzo

Un cielo di maiolica

Castelli, Abruzzo

Il bardo della Valnerina

Vallo di Nera, Umbria

La fonte dei siriani

Sellano, Umbria

Nell’ombelico d’Italia

Rieti, Lazio

Vele di montagna

Castel di Tora, Lazio

Un tempo era chiamata la piccola Svizzera, per via delle rocche, dei castelli e dei borghi medioevali aggrappati alle pendici rocciose che s’affacciano sul lago del Turano. Oggi questo bacino artificiale in provincia di Rieti, con le sue acque color cobalto, fra le più pulite d’Italia, è rinomato per ospitare una sede della Lega Navale che promuove gli sport acquatici con canoe, derive e barche a vela.

I natanti a motore sono vietati e il turismo di massa non ha ancora scoperto questo gioiello d’acqua. Con il risultato che qui si respira un’atmosfera di quiete praticamente in ogni stagione. La nostra guida è Fabio Piscicchia, presidente della sezione locale della Lega Navale, che ci accompagna in una veleggiata all’ombra dei monti Navegna e Cervia con una barca di 10 metri, affittabile da chiunque per bordeggiare, fare un bagno o semplicemente godersi i panorami verdeggianti delle cime del reatino da questo specchio d’acqua tranquillo.

Pur avendo una circonferenza di soli 40 chilometri, Fabio assicura che il Turano è ideale per imparare a navigare in sicurezza, senza correnti forti né onde. Ed è il posto giusto per fare pesca sportiva e gustare pesci d’acqua dolce dalle carni delicatissime, come lucci e carpe. Il lago è profondo e le sue acqua sorgive, che provengono direttamente dalle montagne circostanti, hanno un ricambio costante perché utilizzate perprodurre energia elettrica dalla vicina centrale di Cotilia, costruita alle fine degli anni Trenta.